| UNA
PASSEGGIATA DI VILLA IN VILLA
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LE VILLE DI TARCENTO DAL LIBERTY AL RAZIONALISMO (6)
… mi sono proposta di esaminare l'evoluzione delle ville tarcentine
tra fine Ottocento e anni Cinquanta dal punto di vista storico artistico…
Soprattutto dopo le demolizioni causate dal terremoto ben poco è
rimasto delle ville e villini, ancor meno di qualsiasi tipo di documentazione
disegnata o scritta, mentre anche il ricordo svapora nella fantasia
o nei sentito dire. Curiosamente, ma come spesso avviene in Friuli,
sono più note le vicende delle ville sei-settecentesche di
quelle relativamente più recenti e bisogna riconoscere che
della Tarcento fin de siècle, luogo privilegialo dalla poetessa
Aganoor o dalla famiglia dei geografi Marinelli,
ben poco è rimasto e quanto si conserva è stato spesso
sommerso da quell'”edilizia” dei geometri che con
la sua distribuzione casuale ha talora tradito i valori ambientali
e in generale non ha saputo interpretare le matrici storiche delle
ville tarcentine, che pure furono numerose e spesso opere neglette
di architetti famosi.
In Italia alla fine dell'Ottocento si affermò la tipologia
liberty della villa castellana, munita di torretta
con merli, in cui si mescolavano richiami agli stili romanico, gotico
e lombardesco con volumetrie di gusto più moderno. Questo
stile eclettico originò una architettura che si potrebbe
definire romanza e caratterizzò molti progetti pubblicati
sulle riviste della fine del secolo: esso fu ben rappresentato in
Friuli dall'opera di Andrea Scala, di Domenico
Rupolo e di Gerolamo D'Aronco.
5. Oh mia Perla sì
bella e perduta…: album fotografico 1890-1945 a cura di LEONARDO
MIANI E LUIGI DI LENARDO in Il Pignarûl, n.u., a cura della
Pro Tarcento, 2002, pp. 33 – 48. I dati delle schede sono stati
rilevati dall’ arch. Daniela Missera per il Centro Regionale di
Catalogazione di Villa Manin di Passariano; dai rilievi De Cillia
– Mirmina, 1976; da proprietari e dal geom. Giusto Passera, già
tecnico comunale.
6. estratto da GABRIELLA BUCCO – MONICA DE RE –
SEREN A TONON, Una passeggiata di villa in villa nella Tarcento
del primo Novecento, in Tarcint e Valadis de Tôr : 73n congres,
22 di setembar dal 1996, Udine : Societa Filologica Friulana, 1996,
pp. 76 – 98.
A Tarcento il primo esempio di questa architettura castellana
fu forse villa Aganoor, progettata intorno al 1898
dall'impresario Giovanni Boldi che vendette poi
la costruzione alla famiglia padovana della poetessa Vittoria
Aganoor (1855-1910). Secondo il diario di Giovanni
Boldi fu il primo progetto da lui redatto dopo il ritorno
a Tarcento nel 1902 e sarebbe stato progettato
in Germania, dove egli esercitava il mestiere di capomastro, quattro
anni prima del definitivo rimpatrio.(7)
Nelle vicende costruttive dì villa Aganoor
(poi Monta, ora Caterina) ebbe forse un certo ruolo anche l'impresario
Giovanni Pividori, cui forse é da attribuire il completamento
di alcune parti oppure nei primi anni del Novecento la copertura
con tetto a spioventi che ne snatura la tipologia a merli. La tipologia
edilizia di villa Aganoor si intonava al tardo Romanticismo delle
liriche amorose della poetessa: le fondamenta inglobano infatti
alcuni speroni rocciosi che formano una piccola grotta, mentre un
terrazzamento del giardino si protendeva verso il fiume.
Il Torre attualmente scorre più in basso rispetto al tempo
della costruzione, che ora, anche a causa della crescita degli alberi
d'alto fusto sulla ripida sponda, sembra più alta rispetto
a quanto si osserva nelle fotografie d'epoca. Il romanticismo dell'architettura
ottocentesca risulta accentuato dai merli guelfi che decoravano
la parte superiore della massiccia torretta e del corpo centrale,
mentre un terzo corpo più basso sembra fosse stato costruito
in epoca successiva. I modelli di riferimento per la villa dovevano
essere costituiti dall'architettura romantica tedesca, quella dei
castelli reali bavaresi di Hohenschwangau, di Neuschwanstein costruito
per volere di Ludwig II, opere che l'impresario
Giovanni Boldi doveva ben conoscere poiché seguendo la tradizione
degli impresari friulani aveva a lungo soggiornato in Baviera denominato
"mio paese" nelle sue memorie.
Nel 1896 Giovanni Boldi aveva già costruito
nello stile a merli medioevaleggiante la villa Malignani sul Pian
di Paluz, distrutta dal terremoto, ma che ricorda l'edilizia di
villa Aganoor come si può vedere nelle fotografie d'epoca
del fotografo Paulone. Su committenza dello stesso Arturo Malignani
Giovanni Boldi costruì nel 1897 la chiusa sul Torre in località
Crosis, mettendo tutta la sua abilità imprenditoriale nella
costruzione di possenti costruzioni sul fiume alto ben 15 metri.
E' curioso notare come negli stessi anni un altro imprenditore friulano
Angelo Comini di Artegna si fosse distinto nello stesso genere di
edilizia costruendo con imponenti fondamenta a valle molte delle
ville e degli alberghi di Badgastein, edificati da muratori friulani
e decorati da pittori gemonesì come Giuseppe Barazzutti.
Un aspetto vagamente simile a quello di villa Aganoor si ritrova
nel castello di Pielungo, caratterizzato da sommità merlate,
ed edificato sempre nei primi anni del Novecento da Giacomo Cecconi
da Montececon, noto impresario ferroviario operante anch'egli nei
paesi di lingua tedesca.
Questo gusto tedesco in cui elementi dell'architettura rustica si
combinano disinvoltamente con elementi gotici, si ritrova anche
in villa Vilma realizzata probabilmente nel 1898
da Giovanni Boldi.
7. Tarcento 1900-1915: l’ex
emigrante costruisce la città dal diario d Giovanni Boldi,
in Il Pignarül, n.u. a cura della Pro Tarcento, 1987, p. 35;
PAOLO PELLARINI, Tarcento 100 anni: economia, vita sociale, turismo,
sviluppo urbano, Udine, Grillo, 1980, p. 95; Scheda n. 37374 redatta
dall’arch. Daniela Misera per conto del Centro Regionale per la
catalogazione del patrimonio culturale e ambientale, villa Manin
di Passariano.
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