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La
storia di Tarcento inizia molto prima dei più antichi documenti
che ne riportano il nome nel XII secolo. Gli studiosi parlano, infatti,
di popolazioni paleolitiche alle quali si sono succeduti insediamenti
preistorici, quindi celtici, e poi, naturalmente, la colonizzazione
dei romani.
In epoca romana Tarcento, per la sua posizione geograficamente strategica
tra gli insediamenti di Cividale e Gemona, fu probabilmente sede
di fortificazioni.
Per trovare la prima citazione del nome dobbiamo però attendere
il XII secolo, e più precisamente il 1126, quando Tarcento
era un feudo dei Machland, provenienti da Perg (Austria).
Di quel periodo restano testimonianze di ben due castelli, quello
di San Lorenzo, o superiore, i cui resti non sono più visibili,
e quello inferiore di Coìa, di cui si è conservato
l'angolo del torrione, noto come Cjscjelàt (Castellaccio).
Nel 1219 i Signori di Machland furono sostituiti dai di Caporiacco.
Nel 1281, Raimondo della Torre, patriarca di Aquileia, assegnò
il feudo al nobile Artico di Castel Porpetto. Tarcento rimase così
sotto la giurisdizione dei di Castel Porpetto sino all'avvento di
Napoleone.
I
di Castello furono spesso in guerra contro i Signori del tempo e
Tarcento dovette subire più volte le conseguenze di tale
bellicosità. Gianfranco di Castello, per aver partecipato
all'uccisione del patriarca di Aquileia, Bertrando, fu condannato
a morte e decapitato.
Nel 1352 fu demolito il castello inferiore, che venne più
tardi ricostruito usando anche materiale recuperato da quello a
sua volta distrutto di San Lorenzo, o superiore.
Nel 1420 anche il territorio di Tarcento venne occupato dai Veneziani.
Il 1511 fu un anno particolarmente funesto per la futura "perla
del Friuli": infatti, a seguito della sommossa popolare che
venne poi ricordata come la "rivolta del giovedì grasso",
il castello fu incendiato dai contadini e, come se non bastasse,
successivamente semidistrutto da un rovinoso terremoto, che arrecò
gravi danni a molte altre costruzioni della zona.
I di Castello, che nel frattempo avevano assunto il nome di Frangipane,
si stabilirono definitivamente a valle, realizzando quelle dimore
che si sono rivelate determinanti per l'assetto urbanistico di Tarcento.
Tra esse il palazzo di Cornelio Frangipane, oggi villa Pontoni,
il palazzo Frangipane, ora sede di rappresentanza del Comune, l'edificio
Cristofoli-Mosca, posto di fronte a palazzo Frangipane, l'edificio
della vecchia Pretura e quello delle Carceri, demoliti successivamente
al catastrofico terremoto del 1976.
Quest'ultimo era anticipato a levante dal grande portale di pietra,
ricostruito dopo il sisma sulla salita che porta a villa Pontoni
(via Frangipane).
Nel contesto delle dimore storiche dei Frangipane restano parzialmente
escluse villa De Rubeis, oggi Florit, e villa Angeli, che non sono
attribuibili con certezza alla proprietà della nobile casata
tarcentina.
Con un passo indietro fino al XV secolo troviamo che fin dal 1356
la comunità tarcentina si autogestiva tramite l'Assemblea
dei capifamiglia (Vicinìa) con regole comunitarie approvate
dal giurisdicente Frangipane e da Venezia.
Nel XVII secolo la Vicinìa venne sostituita da un Consiglio
di Credenza, composto da 12 mèmbri, che in seguito saliranno
a 30.
Giungiamo quindi al 700 ed all'arrivo, verso la fine del secolo
illuminista, delle truppe napoleoniche.
Nel 1797 i Francesi inclusero Tarcento nel distretto di Gemona,
ma con sede della Pretura.
Con il dominio austriaco il paese riebbe il ruolo di capoluogo,
divenendo anche sede di Commissariato distrettuale.
Nel 1866 la cittadina fu annessa al Regno d'Italia, diventando capoluogo
mandamentale.
È ascrivibile a quel periodo un notevole sviluppo economico
e culturale.
nomico e sociale del paese.
Durante la prima guerra mondiale Tarcento ebbe una notevole importanza
logistica, vista la sua posizione alle spalle del fronte.
Dopo la rotta di Caporetto anche Tarcento fu occupata, nonostante
la vana resistenza di reparti alpini sul sovrastante Passo di Tanamea.
Tra le due guerre, per oltre trent'anni, il paese ha continuato
ad esercitare una notevole attrattiva turistica, favorita dalla
costruzione della linea tramviaria Udine-Tarcento, percorsa dal
famoso "tram bianco".
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