| SENTIERO
"TAI RONCS DAL SORÊLI"
PUNTO DI PARTENZA: Tarcentro, bivio via del
Castello e via Riviera
LUNGHEZZA: 5 Km
TEMPO DI PERCORRENZA: 2 ore
DISLIVELLO: 150 m
PERCORRIBILITÁ: a piedi e in mountainbike;
DIFFICOLTÁ: facile
PAESAGGIO: collinare con zone coltivate e castagneti
FLORA: ambienti antropizzati (muri e vigneti) boschi
mesofili
FAUNA: mammiferi (capriolo, tasso) e uccelli
GEOLOGIA: Flysch eocenico
PANORAMA: vedute su Tarcento e le colline moreniche
STORIA: presenza di ville e parchi storici, borghi
rurali, castelli
PERIODO CONSIGLIATO: autunno, inverno, primavera
PARCHEGGIO: piazza Frangipane
OCCORRENTE: scarpe da ginnastica
PUNTI DI RISTORO: osteria con cucina "Da Pulzut"
a Bulfons, ristorante Belvedere a Coja
DESCRIZIONE - Il sentiero che vi proponiamo è
uno dei più belli della conca tarcentina in quanto, oltre
a godere di un bellissimo panorama sulla pianura friulana, permette
di percorrere luoghi molto suggestivi dal punto di vista naturale.
Per raggiungere il punto di partenza conviene parcheggiare l'auto
nel piazzale di Palazzo Frangipane: si percorre così l'omonima
via che passa tra villa Angeli e villa Pontoni, con i loro parchi
storici. Si percorre poi un tratto di via del Castello fino al bivio
con via Riviera.
Da qui si continua lungo questa via, leggermente in salita. Lungo
questo primo tratto, fiancheggiato da abitazioni, si possono notare
le siepi di gelsi, una volta utilizzate per consolidare il terreno
ed impedire così la formazione di frane.
Lasciamo la strada asfaltata, ed entriamo in una zona coltivata
a viti e alberi da frutta, dove notiamo le opere in pietra per il
drenaggio delle acque: canalette, scoline e vasche di raccolta,
costruite tempo fa dagli abitanti di Coia in quanto questa zona
è ricca di sorgenti e piccoli corsi d'acqua superficiali.
Vale la pena soffermarsi un attimo ad ammirare il panorama: sotto
di noi si apre la vista sul centro di Tarcento e, più lontano,
verso ovest, l'anfiteatro morenico del Tagliamento. Raggiungiamo
nuovamente la strada asfaltata che in breve ci conduce fino a Zucchia,
da dove riprendiamo il sentiero. Saliamo alla volta di Coja, entrando
così in un bosco di castagni. Incontriamo dopo un po', sulla
sinistra, un piccolo ruscello e, abbandonando per un attimo il sentiero,
percorriamo una breve traccia, arrivando fino sulle sue rive.
Riprendiamo il cammino continuando ad attraversare il bosco, fino
a raggiungere il cimitero di Coja. Saliamo la scalinata dell'acquedotto,
giungendo dopo centinaia di scalini in cima alla collinetta, da
dove si ammira uno stupendo panorama e dove, un tempo, sorgeva il
castello superiore. Da qui è possibile in una decina di minuti
raggiungere anche il castello inferiore (Cjscjelat), passando davanti
all'antica locanda "Belvedere".
Dopo aver lasciato alle nostre spalle il cimitero e i borghi di
Coia, il sentiero scende con più decisione attraverso il
bosco misto, con grandi esemplari di faggi. Lungo la discesa è
possibile vedere le tracce di un roccolo, anticamente usato come
tesa per gli uccelli. Arrivati in fondo alla vallata attraversiamo
due piccoli rii e proseguiamo ancora, fino alla frasca da "Pulzut",
dove ci si può ristorare prima di riprendere il cammino.
Una volta rimessi in marcia, scendiamo fino a quello che fu il villaggio
operaio di Bulfons, oggi trasformato in normale zona residenziale.
Da qui è possibile effettuare una variante fino al famoso
cascamificio ed alla passerella sul Torre. Continuando invece a
destra, si percorre un tratto di sentiero in "galleria"
tra gelsi e siepi, soprannominato un tempo "il troi dai todescs",
fino a sbucare nel bel borgo Intric. Da lì si prosegue in
un ambiente naturale, fino a raggiungere il punto da dove abbiamo
iniziato il cammino.
SENTIERO
DELLE CASCATE DI CROSIS
Punto di partenza: Zomeais, piazzale Chiesa
(in via Zimor), lunghezza: "A" 1 Km,
tempo di percorrenza: 45 min, dislivello:
50 m, percorribilità: a piedi, difficoltà:
escursionistica facile, paesaggio: collinare
- montano: alternanza tra coltivi e zone naturali, flora:
rocce calcaree e forre umide, endemismi, felci rare,
fauna: rettili, anfibi, lepidotteri e coleotteri,
geologia: contatto tra flysch eocenico e calcari
del cretaceo, travertino, panorama: veduta sui
colli di Tarcento e la valle del Torre, storia:
ex cava per macine di mulino, archeologia industriale, periodo:
tutto l'anno,
varianti: salita a Malemaseria (30 min), parcheggio:
Zomeais, presso la chiesa, occorrente: scarponcini
e calzettoni, pantaloni lunghi, punti di ristoro:
bar "La Scjalute" a Zomeais
DESCRIZIONE - Il sentiero delle cascate di Crosis si sviluppa
lungo le pendici meridionali del monte Stella. La nota caratteristica
di questo sentiero è data dalla possibilità di ammirare
le imponenti cascate del Torre, risultanti dalla costruzione dell'impianto
idroelettrico che ha nella diga di Crosis la sua opera più
imponente.
Il percorso inizia presso le ultime abitazioni a nord di Zomeais
in via Zimor; dal parcheggio presso la chiesa all'inizio del sentiero
bisogna percorrere un tratto di strada asfaltata, svoltando infine
a sinistra. Dopo pochi passi ci si trova innanzi ad una tabella
che mostra per intero il sentiero indicandone inoltre alcuni punti
caratteristici.
Uno di questi lo si raggiunge dopo pochi metri: si tratta di un
vecchio rudere, probabilmente un mulino, ipotesi rafforzata dal
fatto che vicino scorre un piccolo ruscello. Continuando lungo la
prima parte di sentiero, piuttosto pianeggiante, si possono notare
alcuni vecchi muri in pietra e dei frutteti esposti a sud. Da citare,
per quanto riguarda questa parte del percorso, un'ex cava di pietra
da dove veniva estratto il conglomerato utilizzato per macine dei
mulini.
A questo punto il tracciato scende in una forra umida ed ombrosa
dove possiamo notare la presenza di alcune canalette che permettono
il deflusso dell'acqua. Poco più avanti si attraversa un
piccolo ruscello, dove è posta la diramazione con il sentiero
"B", che verso sinistra risale a Malemaseria. Ma proseguendo
a destra in un bosco rado con carpini neri e ornielli si giunge
in pochi minuti ad un'altra biforcazione. L'itinerario si dirama
in un tratto pianeggiante che prosegue fiancheggiando dall'alto
il corso del Torre, da percorrere per un chilometro circa, ed uno
che discende rapidamente sul letto dello stesso torrente, alla bocca
di Crosis, di fronte alle cascate, da farsi preferibilmente al ritorno.
Proseguendo nel tratto alto si giunge ad un punto dal quale è
possibile osservare il panorama tarcentino e le importanti cascate.
Tornando indietro fino al bivio, si prende poi il tratto che scende
sul letto del Torre, in un paesaggio roccioso molto avvincente.
Dopo aver superato alcune difficoltà grazie a due scalette
di metallo si abbandona il letto del torrente e si risale attraverso
un boschetto artificiale di abeti alle case Micco. Da qui si rientra
sulla strada asfaltata fino al punto di partenza.
SENTIERO
DEL MONTE STELLA
Punto di partenza: Stella, borgo Michs, lunghezza:
2,5 Km, tempo di percorrenza: 2 ore
dislivello: 200 m, percorribilità:
a piedi
difficoltà: escursionistica media, paesaggio:
carsico montano, flora: luoghi aridi rupestri,
pascoli su calcare, molti endemismi, fauna: mammiferi,
lepidotteri, geologia: fenomeni carsici superficiali
PANORAMA: veduta sull'alta pianura Friulana, Prealpi
Giulie e Tarcento
STORIA: ambienti e costruzioni rurali, pozzi di
raccolta acqua
PERIODO: primavera e autunno
PARCHEGGIO: presso la chiesa di Stella
OCCORRENTE: scarponcini, borraccia
PUNTI DI RISTORO: nessuno
DESCRIZIONE - Il sentiero che attraversa
il monte Stella offre, oltre ad un bellissimo paesaggio naturale,
caratterizzato dalle rupi carsiche ricche di piante rare, uno splendido
panorama che guarda alla conca delle valli del Torre fino al mare
Adriatico e, verso Ovest giunge fino ai Colli Euganei. Il cielo
di Stella si dice che sia il più azzurro e terso di tutto
il Friuli. Il parcheggio auto può farsi nel piazzale antistante
la chiesa.
Da qui si prosegue lungo la strada in direzione borgo Mics, superato
il quale si inizia il sentiero vero e proprio presso il tornante.
Il primo tratto è costituito da un fitto mantello di noccioli,
dove sono ancora riconoscibili filari di alberi da frutta e ciliegi,
che testimoniano l'antica destinazione del territorio: zone coltivate
alternate ai pascoli. Infatti fino a pochi decenni fa il monte era
occupato da pascoli. Terminato questo primo breve tratto il bosco
si apre lasciando spazio ad un'ambiente roccioso dominato da erbe
e bassi arbusti e soprattutto dal bellissimo panorama.
A questo punto ci si inerpica su un ripido pendio che presenta alcune
difficoltà causate dalle rocce con spigoli aguzzi. Continuando
a salire il crinale del monte si può osservare sotto di noi
il Torre giungere allo sbarramento di Crosis. Di fronte la grande
mole del monte Bernadia ci regala una vista inaspettata sui verdi
pascoli di Useunt. Salendo ancora giungiamo infine sull'altopiano
del monte. Da ovest fa capolino il tetto verde del campanile di
Stella, senza dubbio uno dei campanili più significativi
della Regione. A questo punto si continua con più decisione
verso est, abbandonando i pascoli rocciosi ed immergendoci in un
ambiente carsico dove prendono il sopravvento le doline. La vetta
del monte è segnalata da un cippo dell'Istituto Geografico
Militare.
Si tratta di un importante punto trigonometrico di riferimento,
visibile dalla pianura friulana. Continuando nel bosco si prende
ora la direzione nord, per raggiungere la seconda cima del monte.
Prima di arrivarci si scende in una bella conca prativa al centro
della quale si trova un fienile. La costruzione ha il basamento
fatto con le pietre tolte dal pascolo, per consentire così
un facile sfalcio dell'erba. La struttura è in legno e le
pareti sono fatte con un graticcio di noccioli ed altri arbusti
locali. Il tetto attuale è in lamiera ma probabilmente in
origine era in paglia. Inoltrandosi nuovamente nel bosco si scende
ora con più decisione fino ad un bivio, svoltando a destra
e tenendo poi la sinistra si giunge al borgo Boreaniz, il più
alto di Stella.
Da lì si prosegue in un itinerario un tempo molto usato dagli
abitanti del luogo per raggiungere la frazione sottostante: il borgo
Pobra, dove infine si incontra nuovamente l'asfalto e quindi in
pochi minuti si ritorna al punto di partenza. Da Boreaniz si può
effettuare una interessante deviazione fino alla voragine di Stella,
uno spettacolare pozzo carsico che costituisce il più eclatante
fenomeno naturale della zona. La salita alla voragine è tuttavia
piuttosto difficile e va fatta con l'aiuto di un accompagnatore
del posto, perché è molto difficile trovare il luogo.
IL
SENTIERO DELLA BERNADIA
PUNTO DI PARTENZA: fortino della Bernadia
LUNGHEZZA: "C" 2 Km
TEMPO DI PERCORRENZA: 1 ora e 30 min
DISLIVELLO: 100 m
PERCORRIBILITÁ: a piedi
DIFFICOLTÁ: escursionistica facile
PAESAGGIO: montano carsico, con boschi misti termofili,
pascoli sassosi
FLORA: flora delle doline, endemismi
FAUNA: mammiferi, uccelli, coleotteri e altri invertebrati
GEOLOGIA: notevoli fenomeni di carsismo superficiale
e ipogeo
PANORAMA: veduta su tutta la pianura, dal Golfo
di Trieste al Veneto
STORIA: opere militari, tracce di antichi insediamenti
rurali
PERIODO: primavera, estate
PARCHEGGIO: piazzale fortino Bernadia
OCCORRENTE: scarponcini e borraccia
PUNTI DI RISTORO: Frasca Cloz, Tinat a Sedilis
DESCRIZIONE - Il sentiero è immerso nel verde,
tra i profumati ciclamini e i maestosi faggi, circondato da rocce
calcaree. Dopo dieci minuti dall'inizio è possibile deviare
sulla destra, nel bosco, per scoprire alcuni grandi pozzi corsici
o foibe (pericolo!).
La flora del sottobosco è varia e molto interessante, soprattutto
in primavera. In estate vi fiorisce una pianta endemica: l'Aconitum
angustifolium. Dalla batteria si discende la carrareccia fino al
punto panoramico posto alla sommità di costa Dolina, dosso
roccioso che sovrasta Ramandolo di Nimis. In questo punto si può
effettuare una pausa godendo del meraviglioso panorama. Lo sguardo
può spaziare su tutta la pianura, fino al mare Adriatico.
Nelle giornate soleggiate e con vento di brezza dalla pianura questo
diventa un ottimo luogo per il lancio con deltaplani e parapendio.
L'itinerario prosegue lungo la stradina bianca, fino all'incontro
con la rotabile della Bernadia (punto di arrivo del tratto "A"
da Sedilis).
Da questo punto si può rientrare in circa mezz'ora a Useunt,
attraverso la strada asfaltata. Altimenti si prosegue poco dopo
a destra attraverso un sentiero che ci riporta al fortino, completando
l'anello. All'inizio di quest'ultimo tratto si notano numerose rovine
in pietre: probabilmente un villaggio estivo utilizzato da pastori.
Più avanti una grande muraglia con pietre a secco testimonia
antiche attività per dissodare e coltivare questi terreni
impervi, ora dominio del bosco e della natura indisturbata.
pascoli montani che è in via di scomparsa dalla Bernadia.
PASSEGGIATA SUL TORRE
L'itinerario riguarda il cuore di Tarcento e propone un interessante
abbinamento Ira la suggestiva passeggiala lungo le rive del Torre
e la visita del centro storico. Il punto di partenza e di arrivo
e situato nel parco antistante il Palazzetto dello sport. Da qui,
si può percorrere nelle due direzioni la passeggiala che
costeggia la sponda destra del Torre, corredata di tabelle informative
sulle cose più interessanti da osservare.
Seguendo in senso orario l'itinerario si giunge, nella parte meridionale
dello stesso, al tratto naturalistico che esce in via Mulin Vecchio.Quindi,
seguendo la stradina bianca clic risale il Borgobello, si imbocca
la stretta via Brucchiolosa che conduce in centro città.
Dopo aver attraversato il centro storico con via Roma, la chiesa
Parrocchiale ed il palazzo Frangipane, si discende la scalinata
che costeggia quest'ultimo per raggiungere, attraverso via dei Mulini,
la rosta Armellini punto d'inizio della passeggiata sul Torre.
SENTIERO DELLE CASTAGNE
Ammantato da vetusti castagneti, il bosco di Coia rappresenta il
punto centrale di questo itinerario che si consiglia di percorrere
nella stagione delle castagne, con partenza ed arrivo presso la
chiesa di Coia, dove e possibile il raccordo con il sentiero "Tai
roncs dal soreli".
Si risale la strada asfaltata in direzione Sammardenchia, con panorama
su Billerio e la piana di Osoppo.
Dopo circa mezzo chilometro si prende a da una strada forestale
che conduce alle all'andata s case Zuc e attraverso il bosco prosegue
per Coia di Là, giungendo ai borghi rurali di via degli Usignoli.
Da qui si percorre la bella via che attraversa i boschi di castagno,
da cui il nome pensato per questo itinerario.
NELLA VALLE DEL RIO DEL ZIMOR
Borgo Gaspar, sorto attorno all'antico mulino sul rio Zimor, è
il punto di partenza e arrivo di questo anello.
All'andata si risale la vecchia strada che collegava Sammardenchia
al fondovalle.
Dopo circa 1 chilometro si incontrano le abitazioni del borgo Villa
e quindi del borgo?
Boscut da dove si prosegue in salita per altri 700 metri circa fino
a raggiunge borgo Socret.
Lungo questo tratto è possibile ammirare, a bordo strada,
una sorta di museo all'aperto, con antichi manufatti in pietra ed
attrezzi da lavoro tradizionali raccolti da Attilio Vidoni.
Da borgo Socret ha inizio una bellissima strada forestale pianeggiante
che si inoltra nel bosco misto di latifoglie per oltre un chilometro
e mezzo.Quindi un sentiero scende fino al rio Zimor attraversando
numerosi rigagnoli e pinete artificiali.
Una volta raggiunta la strada asfaltata del fondovalle, si rientra
costeggiando la sponda destra del corso d'acqua.
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