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Epifania friulanaEPIFANIA FRIULANA - II fascino misterioso della dodicesima notte, quella dell'Epifania, ultima del periodo natalizio, ha da sempre avvinto ed incantato le genti d'Europa, del Mediterraneo e del vicino Oriente, e a questa notte è legato il folclore nelle sue tradizioni ed espressioni più remote. Tra queste si inseriscono a pieno titolo i fuochi epifanici del Friuli: i "pignarui" (falò), fedeli ad una ritualità ultramillenaria, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. I fuochi
di questa antichissima tradizione si riaccendono ogni anno con particolare letizia e solennità a Tarcento, che per una notte diventa la "capitale" del Friuli. A rivitalizzare la tradizione dei "pignarui", che andava di anno in anno svanendo, si impegnò in prima persona Chino
Ermacora che, assieme a Pietro Menis, Ottavio Valerio, Antonio Faleschini ed il Dopolavoro Provinciale di Udine, organizzò nel 1928 la Prima Epifania Friulana a Tarcento, con grande successo. L'Epifania tarcentina, da allora, si è andata via via affermando ed evolvendo, sapendo accostare alle millenarie tradizioni nuove iniziative e proposte.
Oggi l'Epifania Friulana vive una intensa vigilia grazie ai "pignarulàrs", gli uomini impegnati nell'allestimento delle pire che verranno incendiate la sera del 6 gennaio nelle varie frazioni, che si contendono, in una avvincente gara con carri in fiamme, l'ambito palio posto in premio dal Vecchio Venerando, figura cardine del rito epifanico. Il 6 gennaio si apre con la S. Messa solenne dell'Epifania, nel Duomo Arcipretale. Sul fare della sera il corteo storico, partendo dal palazzo Frangipane, si fa largo tra la folla percorrendo le vie del centro, a ricordare le antiche epifanie medievali: dal Conte di Gorizia ai Grossumbergo di Gemona, ai Savorgnani, i di Zoccola, i di Prampero, i di Villalta, il Patriarca Raimondo, tutto il gotha friulano sfila con gli abbigliamenti trecenteschi. Figura dominante del corteo è certamente Artico di Castello, detto Articone, signore di Tarcento, che sulla scalinata grande, in fondo al viale Marinelli, riceve l'investitura del feudo tarcentino, proprio fra quelle residenze che furono dei di Castello Frangipane. Riprenderà allora il Venerando a raccontare d'antiche felici e meno
fauste Epifanie, mentre, preceduto dai Re Magi, salirà con i "suoi" ragazzi in fiaccolata
lungo la Riviera, verso Coia, ad accendere il "PignaruI Grant" (Grande falò), seguito da
migliaia di torce: uno spettacolare nastro di fuoco lungo i tornanti della strada. Accostata
la sua torcia alla grande pira, il Venerando darà il via al rito più significativo: l'accensione del PignaruI Grant sul piazzale del Cjscjelàt (i ruderi del castello Frangipane). Dense volute di fumo lasceranno il posto alle fiamme, cui faranno eco i bagliori di tutti i falò delle colline e dei monti circostanti. Sarà allora compito del Vecchio trarre gli auspici di rito: "Fump a soreli jevàt, cjape il sàc e va a marcjàt; fump a soreli a mont, cjape il sàc e va pal mont" (se il fumo va a levante prendi il sacco e vai al mercato, sarà un'annata propizia; se il fumo va a ponente, prendi il sacco e vattene per il mondo, sarà un'annata difficile).
Ad arricchire la tradizione, dal 1956 viene a incastonarsi tra gli antichi riti la cerimonia della consegna del Premio Epifania, la sera della vigilia, ad onorare persone o associazioni che si siano distinte, per la loro opera, in ogni campo dell'attività umana, onorando il Friuli.
Il mattino del 6 gennaio giunge invece in piazza Libertà la Befana, tra il volo augurale dei colombi che portano lontano i messaggi di pace scritti dai bambini di Tarcento.
Le vetrine dei negozi del centro sono, per lunga tradizione, addobbate per l'Epifania, proponendo temi e motivi intonati alla festa. Nel Duomo si premiano inoltre i vincitori del concorso dei presepi.
Palazzo Frangipane offre poi mostre d'arte ed eventi culturali speciali.
L'Epifania Friulana si conclude, di consueto, con l'impareggiabile spettacolo pirotecnico, sul palcoscenico della Riviera di Coia. Nei locali del tarcentino si consuma quindi la cena epifanica, con il minestrone di fagioli, patate e verze, e l'insostituibile "musetto con brovada" (cotechino con rape messe a fermentare nella vinaccia); non può mancare in conclusione il più tipico dei dolci epifanici: la Pinza, una focaccina con farina di mais ed ingredienti semplici ma saporiti: pinoli, fichi secchi, uvetta, che ben sintetizzano lo spirito sincero e genuino di questa antica festa.

Sagra di San Pietro
- Una delle più antiche fiere paesane, che ancor oggi si tiene in concomitanza della festa del patrono della città, celebrato il 29 giugno e festeggiato la domenica successiva. Costituiva un tempo un importante appuntamento commerciale per tutte le vallate del Torre. Il tradizionale mercato si sviluppa nelle vie del centro e nella piazza, accompagnato dalle giostre e dalla sagra paesana, in passato nota come "la sagra delle ciliegie". La festa coincideva, infatti, con la maturazione delle rinomate "duraccine" o "tarcentine", le prelibate ciliegie che venivano ampiamente coltivate sulla riviera tarcentina. Attualmente la tradizionale mostra-mercato di questi deliziosi frutti si è molto ridimensionata, anche se si possono tutt'oggi acquistare ai
chioschi i cestini con le polpose ciliegie rosse.

Festival dei Cuori - Appuntamento culturale di primissimo piano nel panorama delle manifestazioni estive in regione, il Festival internazionale del Folklore di Tarcento, denominato "Festival dei
Cuori" si svolge nella seconda metà di agosto, presso il parco di viale Matteotti, nello scenario naturale della collina di Coia. Nato intorno agli anni '60 in un contesto prima europeo e in breve intercontinentale, il Festival porta ogni anno in terra friulana centinaia di giovani danzerini provenienti da tutti i continenti, quali festosi messaggeri di pace e fratellanza. Si mescolano cosi lingue, usi, tradizioni, canti e musiche, fondendosi nei mille colori del palcoscenico e nei cuori partecipi degli spettatori. Questi ultimi sono chiamati a vivere l'evento in prima persona in occasione
della "Grande festa del Folklore", una delle manifestazioni collaterali del Festival, quando le piazze del paese e delle frazioni si trasformano in grandi piste da ballo, animate dai gruppi folkloristici. Il Festival dei Cuori vede quali organizzatori e protagonisti i ballerini del locale gruppo "Chino Ermacora", un sodalizio fondato nel 1952 da Vittorio Gritti e portatore di friulanità in tutto il mondo.


Gara di ballo "Tarcento città dell'acqua, città del fuoco" - (ultima domenica di gennaio).
Competizione internazionale di danza sportiva con le specialità: standard, latino-americano e
liscio unificato. Si tiene al palazzetto dello sport (via Sottocolleverzan). Organizzato
dall'Associazione Astro Danza.

Motoraduno sul monte Bernadia - (terza domenica di febbraio). Primo appuntamento dell'anno per gli appassionati delle moto del Triveneto, dell'Austria e Slovenia. Si svolge nel piazzale del forte.
Organizzato dall'Associazione Motociclistica Friulana.

Carnevale tarcentino - (l'ultimo sabato di carnevale). Sfilata in piazza e nelle vie del centro di carri allegorici provenienti dalle frazioni e dai centri limitrofi, tra cui spiccano i famosi Tomàz.

Concerti di primavera - (da marzo a giugno). Rassegna concertistica di musica classica, che si svolge all'interno delle ville, dei palazzi storici o chiese del tarcentino.
Organizzati dall'Associazione Musicale tarcentina Torneo di judo "Città di Tarcento"; (fine giugno). In occasione della sagra di San Pietro si svolge il tradizionale torneo internazionale di judo per nazionali giovanili, che si sfidano sul tatami del palazzetto dello sport.

Luglio tarcentino - (nelle serate di luglio). La Pro Loco di Tarcento organizza, con buon successo di pubblico, concerti di musica rock, folk e musica d'autore, rappresentazioni teatrali di piazza e spettacoli vari nel centro cittadino, all'aperto, coinvolgendo sia artisti emergenti sia cantanti di levatura nazionale.

Festa della Pace - (prima domenica di agosto). Tra Sedilis ed il santuario della Madonna
della Pace di Useunt, si svolge una manifestazione internazionale che include eventi
culturali, incontri dibattito e momenti di riflessione sul tema della pace e della fratel-
lanza tra i popoli.

Sagra di San Lorenzo - (10 agosto). Secolare sagra patronale e paesana che si tiene a
Coia, caratterizzata da manifestazioni culturali legate all'osservazione delle stelle cadenti rial piazzale del Cjscjelàt.

Cuarte d'avost - (quarto fine-settimana di agosto). Tradizionale festa popolare dalle origini antichissime che si tiene sul prato sottostante la chiesa di Sant'Eufemia a Segnacco, con ballo,
pesca di beneficenza e chioschi.

Tarcento Jazz - (in agosto-settembre). Appuntamento con i migliori jazzisti nazionali ed internazionali, che si avvicendano sia sul palcoscenico sia a stretto contatto con il pubblico nei locali tarcentini, fino a tarda notte, in un'atmosfera veramente speciale.

Raduno alpino sul monte Bernadia - (prima domenica di settembre). Annuale festa alpina sul piazzale del monumento-faro della Julia. Migliala le penne nere che vi partecipano. Organizzato dal Comitato Faro.

Millennium Meeting - (prima domenica di settembre). Si accendono i riflettori sulla pista di atletica dello
stadio "Toffoletti", che ospita l'annuale incontro internazionale di atletica riservato alle categorie giovanili, e che ha già visto affermarsi atleti con risultati di valore europeo.

Sagra di Collerumiz - (primo fine settimana di settembre). Festa paesana che, accanto alla tradizionale corsa campestre, la gara di briscola, i chioschi, la pesca di beneficenza ed i balli, propone anche incontri teatrali ed esposizioni sul tema dell'ecologia e del riciclaggio.

Autunno sulle colline
- (in ottobre-novembre). Ciclo di escursioni guidate domenicali sui sentieri della conca tarcentina, abbinate a degustazioni enogastronomiche dei prodotti tipici dell'autunno.

Natale d'incontri - (nelle domeniche di dicembre). Nelle vie del paese si succedono eventi musicali
e spettacoli di piazza, nella cornice del centro addobbato a festa, preludio deIle celebrazioni epifaniche.

I Tomàz - Nei paesi della riviera tarcentina, da Billerio a Zucchia, da Coia a Sammardenchia a Zomeais, un tempo il carnevale veniva vissuto intensamente. Pur senza precise "figure" che caratterizzano la tradizione di molte località delle Alpi Orientali, un elemento particolare ha identificato il carnevale locale: la maschera lignea, ovvero il "Tomàt".
Non è facile indicare con precisione un inizio, tuttavia il periodo d'oro nella produzione di tali maschere fu nel secolo scorso, tra le due guerre. Allora fiorirono anche gli "strìts", scenette satiriche che venivano portate di borgo in borgo dai gruppi mascherati.
Nei paesi della riviera molti si dedicavano all'intaglio delle maschere, quando la pausa del lavoro nei campi ne lasciava il tempo.
Più o meno rudimentali, colorate efficacemente o di legno naturale, con nasi rimovibili, con denti o peli di animale, i "tomàz" venivano in genere usati per un solo anno, per non far riconoscere chi li aveva indossati. Spesso poi venivano bruciati o dimenticati in qualche soffitta. Per questo motivo solo pochi esemplari sono giunti sino a noi, raccolti e catalogati per merito di una essenziale ricerca compiuta negli anni '60 dai coniugi Ciceri e documentata nel volume "Il Carnevale in Friuli", del 1968. Nonostante il rapidissimo cambiamento dei costumi, che ha frantumato negli ultimi decenni abitudini e tradizioni, nel tarcentino è sopravvissuta la passione per l'intaglio delle maschere, ad opera di alcuni mascherai che si sono tramandati questa abilità di padre in figlio. E di recente sono anche riprese, rinnovate, le scenette satiriche, gli "strits", cui si può assistere, con un po' di fortuna, ogni anno a carnevale.

 

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