| RIVITALIZZAZIONE
DEL CANALE DELLA ROGGIA
LA ROGGIA IN SPONDA SINISTRA
"...si gonfi pur ora oltre misura il Torre, ed
orgoglioso minacci di confinar isolato chiunque ritrovasi sulle
opposte sponde, che sotto i Vostri Auspici un sodo ponte di pietra
si eresse in Tarcento, dal di cui impeto non sarà si agevole
che venga atterrato, ed il passeggero non rimarrà più
pensoso ed Impaurito dalla strabocchevole sua piena."
Così recitava, alla fine del '700, una vana apostrofe
laudatoria in onore di Francesco Rota, luogotenente della Serenissima,
in occasione della costruzione del primo ponte in pietra sul Torre
a Tarcento: una memorabile piena dell' ottobre 1851
spazzò via il manufatto, che venne ricostruito soltanto dopo
più di mezzo secolo.
Da allora il ponte, situato poco più a sud degli edifici
e delle opere di cui è oggetto, ha resistito all'impeto delle
piene e degli eventi storici.
Il fatto tuttavia testimonia l'estrema variabilità del regime
idrico del torrente che passa dalle improvvise e pericolose piene
autunnali a portate di poco più di 1 metro cubo
al secondo in periodi di magra invernale.
Di questa variabilità si e' tenuto conto nella definizione
degli interventi previsti per il ripristino del canale della roggia
che scorreva sotto il complesso dell'area ex Tolentino.
STATO
ATTUALE
Circa 200 m. a monte della attuale briglia, si
scorgono ancora i resti delle opere di presa di una roggia, in corrispondenza
della quota di alveo 221 m. La roggia, sistemata
nei primi anni del secolo forniva l'acqua alla centralina idroelettrica
dell'opificio. La roggia era delimitata da muri in calcestruzzo
la cui sommità e' a quota 222 m. La sua
larghezza era di circa 3 m. ed il livello dell'acqua
veniva mantenuto a 221 m.
Dopo 260. m dalla presa il canale, oggi parzialmente
interrato o coperto, passava in galleria sotto una costruzione sporgente
dal margine del terrazzamento costituente la base dei fabbricati
del complesso ex Tolentino (fabbricato D del presente progetto).
Data l'impossibilita' ad accedere all'interno di questa costruzione
non e' possibile ipotizzare il tipo di macchina idraulica in esso
alloggiata. Si può rilevare però un salto di un metro
sul fondo del canale che passa da quota 220 circa
a 219 m. attraverso il fabbricato.
Il canale prosegue rettilineo per altri 65 m.,
delimitato a destra da un muro in calcestruzzo
con sommità a m. 221,3 che separa il canale
dall'alveo, e a sinistra da un muro in calcestruzzo a sostegno di
un terrazzamento intermedio (quota 223,2 m.) rispetto
alla quota del piazzale dell'opificio (227 m.)
che sorge sul terrazzamento principale.
Il livello del fondo varia tra 219 e 218,5
m.; il livello superiore dell'acqua si può porre
a 220 m. Alla sua estremità il canale fiancheggia
una seconda costruzione sporgente dal terrazzamento (edificio C).
Qui si trovava probabilmente una seconda macchina idraulica in grado
di sfruttare il residuo dislivello di circa 1,5 m.
RECUPERO DEL CANALE
II progetto si propone di recuperare il tratto di canale antistante
il complesso ex Tolentino, per un tratto di circa 120 m.,
tratto che attualmente e' ancora scoperto.
Si prevede di chiudere questo tratto con un diaframma in cls a monte
del tratto scoperto e da una briglia a stramazzo nella sua parte
terminale.
L'adduzione di acqua alla vasca avviene tramite un condotto in calcestruzzo
di 300 mm di diametro, prevedendo l'opera di presa,
completa di griglia e camera di decantazione, a q 220 m.,
in sponda sinistra, immediatamente a monte della briglia.
Il condotto in calcestruzzo sbocca in corrispondenza del diaframma
di chiusura nord del canale dove viene posta in opera una saracinesca
di chiusura per la manutenzione
Le opere civili necessarie sono:
- pulizia del canale esistente nel tratto scoperto prospiciente
l'area di intervento;
- ripristino dei muri delimitanti il canale, mantenendo le esistenti
quote di sommità;
- costruzione di un diaframma in calcestruzzo a monte della tratta
da recuperare e costruzione di uno stramazzo a valle con paratoia
per svuotamento del canale per manutenzione;
- costruzione dell’opera di presa da realizzarsi sulla sponda sinistra
dell’alveo del tipo a pozzo con sifone, gargami per inserimento
paratoie di intercettazione, griglia anti detriti e camera di decantazione,
situata in posizione di minimo impatto visivo.
ESTRATTO DALLA RELAZIONE ALLA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO LAVORI
DI RISTRUTTURAZIONE DEI FABBRICATI COMUNALI COSTITUENTI DELL'EX
CASERMA TOLENTINO IN VIA JULIA PER LA REALIZZAZIONE DI: CENTRO PRODUZIONE
ESPOSIZIONE E VENDITA PRODOTTI ARTIGIANALI CENTRO RISTORAZIONE MENSA,
OSTELLO, CONVEGNI E RIUNIONI RECUPERO URBANO AREE ESTERNE, TARCENTO
11 GIUGNO 1999, CONTI E ASSOCIATI, DOTT. ARCH. A. BURELLI.
La ristrutturazione del Centro Europeo “Luciano Ceschia”
e il nuovo ponte pedonale, intitolato “Passaggio Europa”, sono stati
interamente finanziati con i fondi del Programma Konver Misura 4,
azione 2 dell’Unione Europea.
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