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CENTRO EUROPEO "LUCIANO CESCHIA"
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ORIGINI DEL COMPLESSO (clicca per vedere la mappa)

Il complesso denominato correntemente 'Ex caserma Talentino', sorge in riva sinistra del torrente Torre su un terrazzamento naturale con riempimenti e livellamenti in materiali di riporto.
Il complesso andò formandosi a partire dal 1880: uno dei molti opifici che sorgevano sulle rive del Torre e ne utilizzavano le acque per ricavarne forza motrice, destinati sia
all'industria serica che all'industria del battiferro.
Ugo Ripari, già direttore per alcuni anni della filanda Pantarotto di Udine e poi della filanda Pividori di Tarcento, costruì il primo nucleo nelle immediate vicinanze dell'abitazione della famiglia Ripari, dotato di sole sedici bacinelle per la lavorazione. L'opificio, inizialmente ad un solo piano, fu ampliato nel 1894 e nel 1899, dando lavoro a 38 donne e ad un unico uomo. Nel 1902 i dipendenti salgono a 102 con una dotazione di 52 bacinelle.
Oltre alla forza idrica necessaria alle macchine utensili, l'edificio era dotato di un impianto per il riscaldamento dell' acqua necessaria al ciclo di lavorazione, con caldaia e ciminiera a sezione quadrata in mattoni.
Con gli ultimi ampliamenti l'energia idro-meccanica fu sostituita con quella elettrica, prolungando il canale della roggia verso valle ed installando una turbina idraulica in un nuovo volume edilizio sporgente dal terrazzamento verso il canale.
Il 3 febbraio 1915 un grande incendio scoppiato al primo piano, sopra i locali caldaia
distrasse una parte consistente del fabbricato ma non compromise del tutto la produzione.
Il declino dell' attività industriale era tuttavia già iniziato: nel 1910 gli addetti erano calati a 85 unita
Nell'ottobre del 1917 la famiglia Ripari andò profuga in Italia e gli Austriaci prelevarono le macchine e le trasferirono nella filanda Pattini, diretta dalla figlia di Ugo Ripari, l'unica filanda di Tarcento che resto in attività sotto l'occupazione austriaca.
Nel dopoguerra la produzione non riprese e, dopo un periodo in cui fu adibita ad essiccatoio, fu acquisita dal Comune di Tarcento nel 1937 ed in seguito affittata al Regio Esercito che vi tenne un battaglione di truppe alpine.
Per assolvere alla nuova funzione furono apportate modifiche strutturali e funzionali, adibendo a camerate il corpo principale della ex filanda, installando il comando nella palazzina uffici, la mensa sottufficiali ed i relativi servizi nel belvedere. I depositi munizioni vennero localizzati nei due corpi sul fiume che originariamente ospitavano le macchine idrauliche dell'opificio, mentre le cucine ed i magazzini erano ubicati in un corpo di fabbrica, ora parzialmente demolito, che era annesso alla più' antica di queste opere.
Negli anni '70, col ridimensionamento dell'esercito la caserma venne chiusa e dopo un breve periodo di utilizzo come maglificio, a seguito dei danni riportati con i terremoti del 1976 i fabbricati vennero abbandonati.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

II progetto definitivo dei lavori di riconversione del compendio immobiliare "ex Caserma Talentino" di Tarcento, redatto sulla base degli indirizzi fissati dal progetto preliminare predisposto dall'Amministrazione Comunale di Tarcento, prevede i seguenti interventi:

PARTI COSTITUENTI IL COMPLESSO

EDIFICIO A: CENTRO LABORATORL MOSTRE, CONVEGNI
- piano seminterrato: magazzini e laboratori per la realizzazione di manufatti artigianali e artistici;
- piano rialzato: sale per la produzione ed esposizione di prodotti artigianali locali;
- piani primo: sala polifunzionale per esposizioni dei prodotti realizzati nei laboratori e per conferenze.
EDIFICIO B: OSTELLO
- piano rialzato: ingresso, ufficio - soggiorno, alloggio custode;
- piano primo: camerate femminili per complessivi 8 posti letto e relativi servizi;
- piano secondo: camerate maschili per complessivi 8 posti letto e relativi servizi.
EDIFICIO C: CENTRO RISTORAZIONE
- piano terreno: locale bar e prima colazione, cucine, dispensa e servizi;
- piano interrato: sale mensa;
EDIFICIO D: SERVIZI
- piano interrato: locale a disposizione per attività connesse all'intero complesso;
EDIFICIO E: CENTRALI TECNOLOGICHE
- centrali termiche dell'intero complesso, vano contatori.

EDIFICIO A: CENTRO LABORATORI, MOSTRE, CONVEGNI

L'edificio si sviluppa lungo via Julia con una volumetria di circa 4800 metri cubi su due piani oltre a un piano seminterrato interessante solo l'estremità meridionale del fabbricato.
E' costituito da una struttura muraria mista laterizio e pietrame con solai costituiti da putrelle e voltine in laterizio non adeguati ai carichi di progetto. La copertura è costituita da capriate in legno in stato di particolare degrado.
Di particolare pregio sono le aperture verso l'esterno che vengono mantenute secondo
l'attuale disposizione: la prevista rimozione del basamento della facciata interna e il prolungamento della paraste sino al piano di campagna contribuiranno a dare maggiore slancio al prospetto ovest.
Il progetto - nel rispetto dell'organizzazione distributiva originaria in cui ingresso, locali di servizio, vano scale, vani tecnici e la grande caratteristica ciminiera sono concentrati nella zona nord mentre la rimanente parte dell'edificio è caratterizzata da spazi liberi – conferma l'ingresso al futuro Centro Laboratori, Mostre e Convegni dal porticato nord prevedendo la realizzazione di una nuova scala di accesso ai vari piani con annessi servizi, uffici e vani tecnici in prossimità della ciminiera. Gli spazi liberi dei singoli piani vengono destinati alle attività programmate mentre in corrispondenza della testata sud è stata prevista la realizzazione delle scale di sicurezza.
Per consentire la migliore utilizzazione possibile del volume esistente e il suo adattamento alle destinazioni d'uso richieste (magazzini-laboratori nel seminterrato, laboratori- esposizione nel piano rialzato, sala polifunzionale al piano superiore), il progetto prevede la modifica di quota del piano rialzato che viene sopraelevato di cm. 70 rispetto alla quota esistente: tale scelta consente l'utilizzazione completa del piano interrato con un'altezza utile di m 2,75 senza dover ricorrere a consistenti scavi nella zona sottostante al corpo di fabbrica. Verranno riproposte le voltine all'intradosso del solaio del primo piano.
Per quanto attiene le principali opere di finitura, il progetto prevede la realizzazione di pavimentazioni in pietra nelle parti comuni e nei piani seminterrato e rialzato e in legno nella sala polifunzionale, la sostituzione dei serramenti con altri dalle medesime caratteristiche, il recupero della orditura della copertura in legno e l'intonacatura delle murature perimetrali (miste in mattoni e pietrame, cordolature in c.a. e angoli in blocchi di calcestruzzo) per le quali sono previsti interventi di consolidamento mediante iniezioni. Le facciate saranno mantenute con il paramento in pietrame a vista.

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