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Adagiata
sulle pendici dei monti Chiampeon, Stella e Bernadia, Tarcento,
(in friulano Tarcìnt) è naturalmente e storicamente
individuata dalla splendida varietà del suo ambiente e dalla
sua funzione di cerniera fra l'alta valle del Torre, la zona pedemontana
delle Prealpi Giulie, la pianura e le loro genti e culture.Tra il
filo azzurrino della catena dei MUSI e il chiaro nastro del
Torre, una perla incastonata
tra colline ricche di vigneti e di boschi, sparse di borghi: da
Collalto a Stella, da Collerumiz a Sedilis,
da Segnacco a Coia e Ciseriis, Sammardenchia,
Bulfons, Zomeais, Molinis, Loneriacco,
dove la gente fa ancora paese e conserva gesti e valori, linguaggio
e tradizioni riconoscibili e genuini.E la dolcezza dell'ambiente,
la sua armonia rasserenante, si legano ad un patrimonio storico
monumentale non appariscente, ma accattivante, e l'ospitalità
sincera si lega alla vivacità culturale.
I segni del passato
(il nome di Tarcento è documentato dal 1126, ma tracce preistoriche
e poi romane si trovano in vari siti) impreziosiscono un ambiente
ricco di attrattive naturali. Il
castellaccio "Cjscjelàt" di Coia e il borgo
di Villafredda (a Loneriacco) ricordano il periodo medioevale. La
chiesetta di Sant'Eufemia (XIV sec.), a Segnacco, offre una sosta
di suggestiva bellezza spirituale e si apre alla visione dell'anfiteatro
delle colline e delle montagne; accanto, nel piccolo cimitero, la
tomba di Chino Ermacora, poeta e scrittore. Ad Aprato, la
chiesa di Madonna del Giglio, dove torna a splendere il dorato
altare ligneo dell'Agostini, dei primi dei Seicento.
A Collalto, Villa Valentinis, in Centro le eleganti ville
De Rubeis e Pontoni, il bel Palazzo Frangipane,
con i loro parchi e giardini, il Duomo (sec. XVIII), via Roma. Sono
stati da poco attrezzati il sentiero 'Tai Roncs dal soreli",
un anello intomo alla collina di Coia, tra vigneti e boschi
con partenza e arrivo nel piazzale di Palazzo Frangipane; e il bellissimo
ma, Piazza Libertà, i viali, sono il punto disentiero delle
Cascate di Crosis, formate dalla diga progettata dal Malignani
che richiama il periodo doro delle filande dei primi decenni di
questo secolo, di cui rimangono tracce ("Cascami Seta"
ancora attiva a Bulfons; filanda Pividori in Centro, esempi interessanti
di archeologia industriale). Dal vicino paese di Zomeais si accede
appunto al sentiero delle  Cascate,
o si può risalire la quasi intatta valle dello Zimor, o spingersi
fino a Stella, individuata dal suo svelto campanile, splendido balcone
verde sul Friuli fino al mare. Dal centro o da Ciseriis, o da Molinis,
dopo aver seguito la passeggiata sul Torre, per sentieri tra i castagni,
o per strade ospitali di "frasche", si sale a Sedilis
ricca di vigneti, e a Useunt alla chiesetta della Madonna della
Pace, altro splendido belvedere, e fino al Monte Bemadia, ritrovo
di alpini e motociclisti, segnato dal faro e dal fortino, da dove
si scende a Ramandolo, piccolo gioiello incastonato tra i vigneti
che producono il prezioso vino docg che porta lo stesso nome. Ma
Tarcento è anche la porta dell'alta Val Torre (Grotte di
Villanova a Lusevera) o, attraverso Nimis, della Valle del Comappo,
valli ricche di sentieri e strade che offrono agli escursionisti,
ai ciclisti, ai semplici gitanti della domenica, che amino fare
quattro passi tra il verde, occasioni irripetibili. Occasioni da
cogliere anche sull'onda del richiamo del Festival dei Cuori, il
grande incontro che, nella seconda metà di agosto, porta
il calore, la vivacità, la gioiosa festa del folclore di
tutto il mondo a Tarcento, dove le tradizioni popolari rivivono
in tutto il loro valore anche nella luminosa Epifania dei fuochi,
nei riti dell'acqua, nell'antica fiera di San Pietro alla fine di
giugno, nel carnevale dei tomàz (le magiche maschere della
Valle del Torre), nelle sagre, nell'ospitalità e nelle storie
dei borghi.
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