Città di Tarcento

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Archivio Storico Comunale

L'Inventario dell'Archivio Storico Comunale ( riordinato a cura della Sovrintendenza archivistica per il Friuli Venezia Giulia) è consultabile presso l'ufficio segreteria.

Premessa
La località di Tarcento, posta nella fascia pedemontana tra Gemona e Cividale, vanta origini antichissime. Il suo nome, di probabile derivazione latina, ricorda il passaggio degli antichi romani in questa zona. Fu sicuramente sede di fortificazioni e torri di vedetta.
La sua esistenza è documentata per la prima volta in un documento del 1126.
I signori di quel tempo erano i signori di Machland che nel corso del 1219 furono sostituiti dai di Caporiacco.

Dal 1278 Tarcento entrò a far parte della Signoria di Castel Porpetto, fino all'arrivo in regione di napoleone con le sue forze armate.
L'8 settembre 1508 nacque a Tarcento, da Pietro di Castello e da Giulia di Giorgio Neuhaus l'umanista letterato Comelio, che nel 1539 riesumò l'antico cognome Frangipane di Castello.
Il casato continuò ad avere preminenza in Tarcento fino oltre a metà del secolo XIX.

Nel 1797 i francesi compresero Tarcento nel distretto di Gemona e con il dominio austriaco il paese ebbe nuovamente il titolo di capoluogo comunale e fu sede del Commissariato.
Fino alla metà del secolo XIX Tarcento era un paese costituito da vari borghi sparsi, con estese braide e colture.

Dalla seconda metà dello stesso secolo iniziò un periodo di intensa attività edilizia che unì le diverse borgate fra loro.
Risulta ne nel 1847 la zona di Tarcento amministrativamente era composta da quattro Capi Comune:
Tarcento, Lusevera, Ciseriis e Collalto, a cui riferivano le varie frazioni: Nonglareda, Musi, Miccottis, Cesariis, Pradielis, Villanova, Coja, Sammardenchia, Sedilis, Stella, Zopeais, Loneriacco, Segnacco, Villafredda. Tra la fine del XIX ed i primi anni del 1900 vi fu un profondo mutamento nel tessuto urbano cittadino. Nel 1897 ebbe inizio la costruzione della diga di Crosis e nel 1902 iniziò l'attività del Cascamificio di Bulfons.

Nota Metodologica del riordino eseguito dalla Sovrintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia della documentazione anno anteriore al 1951 L'archivio del comune di Tarcento, gravemente danneggiato nel corso del terremoto del 6 maggio 1976, è costituito dagli atti dì Tarcento e delle località di Ciseriis, Collalto (della Soima) e Segnacco, un tempo anch'esse sedi comunali. II lavoro di riordino degli atti di detto archivio è stato lungo e diffìcile, sia per la quantità di carte presente, sia per la discontinuità degli atti nonostante la presenza di un precedente riordino che però non aveva tenuto conto dei referati ottocenteschi. Dopo un primo deposito presso l'Archivio di Stato di Udine, l'archivio fu trasportato presso la Sovrintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia, a Trieste, nel 1981. Nel 1984, quando gran parte dei cartolari era stata schedata ed era iniziato il riordinamento ci si accorse della presenza di un buon numero di atti ancora accatastati in un umido e freddo prefabbricato lungo le rive tarcentine del torrente Torre.

Questo ritrovamento sconvolse completamente il riordino già svolto, portando alla luce i documenti del secolo diciannovesimo appartenenti alle attuali frazioni di Ciseriis, Collalto e Segnacco. La grande quantità delle carte portò alla decisione di concludere il riordinamento con l'anno 1950, suggerendo così l'opportunità di un futuro riordinamento dell'archivio. Una successiva decisione fu quella di estrapolare gli atti prodotti dagli ex comuni di Ciseriis, Collalto e Segnacco, poiché hanno dimostrato di creare serie archivistiche ben definite ed a se stanti fino all'anno 1928, quando cessarono la loro autonoma funzione amministrativa e vennero aggregato al comune di Tarcento (b. 407).

Sebbene si tratti di tre archivi distinti: Ciseriis, Collalto - Segnacco e Tarcento si è dato un unico numero di corda. I cartolari presenti sono in totale 1389; nei cartolari dall'1 al 208 sono condizionati gli atti di Ciseriis. dal 209 al 522 gli atti di Collalto - Segnacco e dal 523 al 1389 gli atti di Tarcento.